Una Parigi blindatissima accoglie la COP21: da lunedì 190 paesi convergono nella capitale francese

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COP21

Una delle installazioni pensate per la COP21: una sfera, simboleggiante il globo terrestre, e appesa come fosse un pendolo al centro della Tour Eiffel

Dal 30 novembre all’11 dicembre a Parigi si tiene la COP21, ovvero la XXIesima conferenza delle parti sul cambiamento climatico. Un appuntamento cruciale per le sorti del pianeta, come lo hanno definito molti, che arriva però nel momento più difficile della storia di Parigi dal dopoguerra a oggi. Gli attentati dello scorso 13 novembre in cui sono state uccise 130 persone hanno lasciato un segno evidente negli occhi, nelle abitudini e soprattutto nello spirito dei tanti che vivono nella capitale francese, e che sarà visibile una volta di più nei dieci giorni in cui si decideranno i destini del mondo.

Già perché a Parigi a partire da lunedì prossimo sono attesi i capi di stato e di governo di oltre 190 paesi del mondo per discutere un nuovo accordo sul cambiamento climatico, obiettivo dichiarato della COP21. In pratica, dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama al suo omologo cinese Xi Jinping, passando per Papa Francesco, tutti si troveranno seduti attorno allo stesso tavolo con l’obiettivo di alzarsi solo dopo aver raggiunto un nuovo accordo internazionale che abbia quale obiettivo ridurre le emissioni, in modo da rallentare ulteriormente il riscaldamento globale e salvare così la terra da conseguenze catastrofiche.

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Anche la città, dal canto suo, si prepara all’evento. In questo cartello il messaggio recita chiaro: Non potremo dire ai nostri figli che non sapevamo.

Dunque sono molte le aspettative intorno a questo evento, anche perché il segnale che vuole arrivare da Parigi è chiaro, specie in questo delicatissimo periodo storico. Il governo parigino ci tiene molto, e contando sul fatto che la conferenza rappresenta il primo grande evento internazionale in Francia dopo gli attentati di Parigi, sono state messe in atto misure di sicurezza con pochi precedenti. Questo anche perché c’è la voglia di far passare, attraverso la COP21, un segnale non soltanto ambientale, ma anche politico di straordinaria necessità: davanti alla minaccia del terrorismo il mondo unito reagisce.

Sul fronte del turismo, a parte il grande afflusso e le stringenti misure di sicurezza che saranno sperimentate proprio a partire da lunedì, non dovrebbero esserci grandi divieti e disposizioni particolari. I luoghi di grande interesse saranno mantenuti aperti, così come i musei, le piazze e i giardini tipici della Ville Lumière. Dopotutto i lavori della COP21 si svolgeranno in un’area non proprio centralissima della capitale francese. Tutto questo per permettere al turismo di non soffrire ulteriormente e lasciare ai turisti che malgrado tutto hanno scelto di visitare Parigi il piacere di una vacanza memorabile.

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