Parigi, museo a cielo aperto: le cinque opere d’arte da non perdere nel centro della Ville Lumiére

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Una immagine de “L’heure de tous” (l’ora di tutti), l’opera istallata nell’area antistante la stazione di Saint Lazare, in pieno centro a Parigi.

Se è considerata da sempre un vero e proprio museo a cielo aperto, non è soltanto perché Parigi vanta un inestimabile patrimonio di bellezza che, per comodità, potremmo definire “naturale” (giardini incantevoli, palazzi di pregio, scorci suggestivi), ma soprattutto perché passeggiando tra le vie e le piazze del centro, immerse in angoli più o meno frequentati, nella capitale francese spuntano qua e là vere e proprie opere d’arte, per così dire, “pubbliche”. Ne abbiamo raccolte alcune, quasi tutte nelle vicinanze dei quartieri più frequentati, così da essere facilmente raggiungibili nell’economia di una passeggiata nel cuore pulsante della Ville Lumière.

Tre le opere “a cielo aperto” che varrebbe la pena frequentare, va iscritta senza dubbio “Sphérades”, fontana orizzontale à sfere metalliche mobili dell’artista belga Paul Bury. Istallata a Parigi nel 1985, questa fontana ad alto tasso artistico si trova oggi in una cornice suggestiva, vale a dire quella offerta dai giardini del Palais Royal, a due passi dal Louvre.

Se invece siete nei pressi di Parc de la Villette, non si può assolutamente perdere l’occasione di una visita a “La bicyclette ensevelie” (letteralmente: la bicicletta sepolta). Non servono spiegazioni per quest’opera di Claes Oldenburg, artista e scultore della pop-art che ha pensato di lasciare traccia di sé puntando sulle dimensioni. Si tratta infatti di una serie di istallazioni sul terreno che, a distanza strategica le une dalle altre, danno vita all’immagine di una bicicletta gigante parzialmente interrata.

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“L’albero delle vocali” dell’artista italiano Giuseppe Penone, opera installata al centro dei Jardin de Tuileries

Passando poi a due passi da Saint-Lazare, una delle più antiche e affascinanti stazioni del centro di Parigi, non potrete fallire l’occasione di uno scatto a “L’heure de tous” (l’ora di tutti). Già dal nome non è difficile comprendere come l’opera dell’artista d’Arman è scelta in funzione del luogo. Si tratta nello specifico di un vero e proprio totem composto da decine di orologi da tasca sovrapposti uno sopra l’altro. L’ora di tutti, ma anche il tempo di ciascuno nell’idea che si cela dietro l’opera dal vago accento d’aliniano.

Direzione cuore del Louvre per scoprire, all’interno della suggestiva cornice dei Jardin des Tuileries, l’opera dell’artista italiano Giuseppe Penone. “L’albero delle vocali”, si chiama, ed è un’opera che, come tutta la produzione di Penone, va certamente ascritta alle origini dell’arte povera, movimento che caratterizza tutto il lavoro dell’italiano. Si tratta di una scultura in bronzo lunga 30 metri che raffigura un enorme albero adagiato sul terreno, con le radici e la chioma completamente spoglie. Nell’idea di Penone, quest’albero, che sembra essere stato sradicato a seguito di una violenta tempesta, si articola intorno al rapporto tra l’uomo e la natura.

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Una immagine de “La bicicletta sepolta”, l’opera è visibile passeggiando per Parc de la Villette.

Confidence” (Tr: confidenza) è invece l’opera dell’artista francese Daniel Dezeuze, anche lei esposta all’interno dei Jardin des Tuileries. “Confidence” è costituita da una serie di bamboo in bronzo tagliati a diverse altezze e disposti in modo tale da comporre una panchina in cui le due sedute sono comunicanti, eppure separate, opposte. Un posto ideale per sedersi e scambiarsi delle confidenze come titolo il titolo dell’opera suggerisce.

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