Parigi, il grande business dei “venditori di fumo”: perché nella Ville Lumière si fanno affari d’oro con le sigarette.

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Una immagine che mostra le ragioni della battaglia di intrapresa dal Comune di Parigi contro i fumatori incivili.

Se ormai è guerra aperta tra il Comune di Parigi e i tabagisti incivili che gettano i propri mozziconi di sigaretta a terra, e non sono pochi visto che dalle strade la municipalità parigina raccoglie in media ogni anno qualcosa come 315 tonnellate di questo genere di rifiuti, è evidente che da qualche parte, a Parigi, c’è qualcuno che fa affari d’oro con le sigarette. Un’equazione che deve aver affascinato anche i tipi del quotidiano Journal du dimanche, e che si è tradotta nella singolare inchiesta pubblicata sull’ultimo numero del settimanale. Si tratta, nello specifico, della lista dei 50 tabaccai più ricchi di Francia. Ebbene, dall’indagine è emerso che i primi tre posti di questa singolare classifica dei “paperoni del fumo”, sono occupati nientemeno che da tre tabaccai della Ville Lumière.

Si dirà: normale, col giro d’affari legato al turismo che la capitale francese si porta con sé. E mica tanto, spiegano dalla redazione del periodico francese. Tra le pieghe dell’articolo pubblicato sul sito soltanto lunedì mattina, si specifica in effetti che le tabaccherie col più importante giro d’affari sono tutte situate in zone di Parigi non proprio centrali, o comunque in aree non propriamente battute dai turisti rispetto a ben altri luoghi, per così dire, “di culto”. Ad ogni modo, a chiunque la si debba attribuire la responsabilità di un acquisto così massiccio di sigarette, se ai turisti o agli stessi parigini, quel che è certo è che ai tabaccai della capitale va davvero di lusso.

tabaccai

Il prezzo medio di un pacchetto di sigarette, a Parigi, è di 7,50 euro. Il “paperone” dei tabaccai riesce a guadagnare, in un anno, fino a 8 milioni di euro.

Soltanto per darvi qualche numero, in testa alla classifica c’è un rivenditore del XVI arrondissement, non molto distante dal Roland Garros e dal Parco dei Principi, che vende , ogni anno, qualcosa come 8 milioni di euro di sigarette. Esatto: otto milioni di euro, che valgono per le sue tasche qualcosa come 545mila euro, ovvero l’equivalente del 6,85% di percentuale percepita per ogni singolo pacchetto venduto. Ricavi ai quali il nostro povero tabbaccaio – si fa per dire – seve inoltre togliere le spese sostenute per affitto e personale. Sempre che negli anni non sia riuscito a comprarselo l’immobile, visto il giro d’affari.

Al secondo posto c’è invece un tabaccaio un pochino più centrale, che si trova nei pressi di Place de Clichy (IX arrondissement). In questo caso il talento di questo rivenditore sta nella capacità di massimalizzare i 15mq del suo esercizio che gli fruttano, solo di tabacco, qualcosa come 6,8 milioni di euro l’anno, per una remunerazione personale stimata in 464mila euro. Niente male, insomma. Non se la cava malissimo neanche Pascal Montredon, tabaccaio nei pressi degli Champs-Élysées, il cui esercizio, al netto delle trattenute, gli frutta circa 300mila euro per anno. Ma quanti pacchetti dovranno vendere per arrivare a quelle cifre? E’ la domanda che vi starete facendo.

A Parigi, un pacchetto di sigarette costa in media 7,50 euro. A voi il conto.

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