Parigi da Oscar: una passeggiata nella Ville Lumière sulle tracce di cinque film che hanno cambiato per sempre il “sogno” parigino

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La chiesa di Saint Sulpice, seconda cattedrale di Parigi dopo Notre Dame.

C’è chi ama Parigi, e basta. Poi c’è chi ama Parigi, perché ama il cinema. Non a caso la capitale francese è una delle poche città al mondo (forse insieme a New York, sicuramente insieme a Roma) a vivere tanto di luce propria – grazie alla ricchezza incredibile della sua Storia -, quanto di luce riflessa, per come, negli anni, le arti hanno saputo raccontarla, tirandone spesso fuori lati sconosciuti persino ai parigini da generazioni.

E’ il caso del cinema, che ha rappresentato Parigi in miliardi di modi differenti, ogni volta seguendo l’istinto e il talento del regista di turno. Grazie alla “settima arte”, tanto per fare qualche esempio, abbiamo conosciuto la Parigi romantica e un po’ bizzarra del “Favoloso mondo di Amélie”, o quella misteriosa e ancestrale de “Il Codice Da Vinci”, o ancora quella mistica e culturale di “Midnight in Paris”, ma anche quella vintage di “Hugo Cabret” e quella segreta de “Il Gobbo di Notre Dame”. Quattro film, quattro quartieri che costituiscono ai nostri occhi la ragione per una incantevole passeggiata parigina sulle orme dei cinque grandi classici del cinema che hanno reso celebre (o “più” celebre) alcune zone della Ville Lumière. Basti pensare al modo inedito in cui è raccontato il celebre quartiere di Montmartre in “Amélie”, film del regista (parigino) Jean-Pierre Jeunet che ha saputo riscrivere i codici espressivi in una pellicola che ha letteralmente segnato una generazione di sognatori di tutto il mondo.

Paris Notre Dame Chimera

Una immagine suggestiva dalla cima di Notre Dame. Quasimodo, “Il gobbo di Notre Dame”, è entrato a far parte del mito di Parigi al pari di Napoleone, la Tour Eiffel e il Louvre.

E a proposito di sognatori, chiunque penserebbe di essere in un sogno passeggiando a due passi da Saint-Etienne-du-Mont, chiesa suggestiva nel cuore del famosissimo “quartiere latino” a due passi dal Pantheon. Sedersi qualche istante sulla piccola scalinata davanti al portone vi farà sentire come Owen Wilson nei panni del protagonista di “Midnight in Paris”, film diretto da Woody Allen. Se siete tipi suggestivi, non vi sarà difficile sentirvi trasportati indietro nel tempo di 80 anni a trascorrere inverosimili serate con Hemingway, Picasso e Dalí.

Per non parlare dell’elevato tasso di suggestione che si respira ai piedi di Saint Sulpice, seconda chiesa per grandezza a Parigi e cattedrale descritta in maniera molto intrigante (ma forse non propriamente realistica) nel romanzo e nell’omonimo film “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown. Non molto lontano da Saint Sulpice si estende poi la cattedrale parigina per eccellenza: Notre Dame. Basta il nome, in questo caso, per capire il mito di questa tappa obbligata nella Parigi raccontata dal cinema. Perché la storia di Quasimodo, il più celebre gobbo della storia della letteratura di tutto il mondo, è entrata nel Dna di Parigi come la Tour Eiffel, il Louvre, o Napoleone.

E poi Hugo Cabret, il ladruncolo che passa la vita a sfuggire alla polizia nella celebre stazione di Montparnasse e che dà il nome ad un altro grande film che è entrato nell’immaginario collettivo dei parigini e dei cineasti di ogni epoca e ogni luogo. Solo uno dei tanti esempi di come Parigi ha saputo ispirare i più grandi artisti di tutto il mondo, assorbendo ogni volta un po’ di quella magia che lei stessa è in grado di generare in chi ha la fortuna di vederla attraverso il filtro del proprio talento.

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