Parigi: come l’arte “spiega” la COP21

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Una Tour Eiffel abbagliante: è quella illuminata dall’energia umana di chi vorrà contribuire al messaggio lanciato in occasione della COP21. Appuntamento dal 5 al 12 dicembre.

A Parigi, fino al prossimo 11 dicembre, 195 paesi del Mondo sono chiamati a trovare un accordo contro il riscaldamento climatico del pianeta nell’ambito della COP21, la conferenza internazionale sul clima cominciata lunedì proprio nella capitale francese. E mentre da un lato le diplomazie sono riunite per raggiungere un obiettivo considerato da tutti indispensabile per la sopravvivenza del Pianeta, dall’altro la Ville Lumiére, ancora scossa per i tragici avvenimenti del 13 novembre, cerca di capire come questa COP21 potrà segnare una tappa importante per il destino del mondo. E lo sta facendo grazie all’arte.

Da lunedì, infatti, in concomitanza con l’arrivo dei maggiori capi di Stato e di governo del mondo (da Barack Obama al presidente cinese Xi Jinping, da Cameron a Renzi, a Putin, alla Merkel), Parigi è stata invasa da un numero imprecisato di istallazioni artistiche che hanno appunto lo scopo di superare l’ampolloso lessico diplomatico e spiegare, in maniera concreta, come e perché c’è bisogno di un accordo internazionale sul clima. E ce n’è bisogno subito. Un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi che poco distante impegnano i negoziatori, facendo di Parigi, una volta di più, una sorta di museo a cielo aperto. Ma stavolta a sfondo ambientale.

Tra le opere più importanti, visitabile fino alla fine della COP21, va segnalata senza dubbio “La balena blu”, la monumentale istallazione realizzata al Port de Gros Cailloux, tra il ponte des Invalides e de l’Alma. Come suggerisce il titolo, si tratta di una enorme balena, di più di 30 metri di lunghezza, realizzata con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della biodiversità. Le balene sono infatti da tempo una specie tra le più a rischio del pianeta e il riscaldamento climatico è tra le principali cause della loro lenta ma progressiva sparizione.

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Una delle precedenti istallazioni di Olafur Eliasson: “l’orologio di giacchio” che simboleggia i danni provocati dal riscaldamento climatico.

Per chi sarà in vacanza a Parigi in questi giorni, merita senza dubbio una visita anche l’opera della celebre artista Olafur Eliasson, che per sensibilizzare il mondo sul tema del pericoloso riscaldamento climatico, ha scelto di invadere Place de la République di enormi blocchi di ghiaccio direttamente provenienti dal circolo polare Artico e più precisamente dai fiordi della Groenlandia. L’istallazione funzionerà come un orologio: posizionato alla vigilia della COP21, il giaccio sarà lì ad indicare ai negoziatori che non c’è molto tempo per trovare un accordo. Al punto che al termine della conferenza tutto sarà scomparso.

Da non perdere infine è l’opera, ma è più il caso di parlare di performance, dal titolo “Energia Umana”. Si tratta di una istallazione pensata da Yann Toma, che si svolgerà dal 5 al 12 dicembre proprio sotto la Tour Eiffel. E, in parte, si servirà della dama di ferro per la sua realizzazione. Si tratta infatti di un’opera partecipativa per la quale, una gigantesca batteria umana composta da alcuni campi da gioco, da bici e piste di danza, collegati tra loro, che sfruttando la potenza prodotta da chi vorrà prestare la propria “energia umana” (appunto), illuminerà – rendendola quasi incandescente – la Tour Eiffel nelle ore di buio. Parigini e turisti in vacanza a Parigi saranno dunque invitati a danzare, giocare, andare in bici, al fine di contribuire, nel loro piccolo, alla grande produzione di energia collettiva, la più “pulita” di cui il mondo possa disporre.

Forse il messaggio più bello che arriva da questa COP21.

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