Le cinque cose che i parigini vorrebbero che gli stranieri facessero al posto loro

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Parigi dall’alto. Sullo sfondo, a destra, inconfondibile, la Tour Eiffel.

Lo spunto arriva da un articolo pubblicato nell’edizione di venerdì scorso del quotidiano Le Monde. Il titolo, che non lascia davvero spazio all’immaginazione, riporta così: “Quegli espatriati giapponesi che puliscono i rifiuti dei parigini”. Diventato in breve tempo un vero e proprio caso in Francia, il pezzo faceva appunto menzione ad una stravagante usanza che negli ultimi mesi ha preso piede nella capitale francese: decine e decine di cittadini giapponesi residenti a Parigi e appartenenti ad un’associazione ambientalista con sede in Francia, passano – a turno – intere giornate ramazzando la sporcizia dalle vie e dalle piazze del centro di Parigi.

Una notizia a suo modo curiosa, che ha solleticato l’immaginazione dei tipi di TimeOut Paris, rivista molto diffusa a Parigi, fino a spingerli a riflettere se, oltre alla pulizia della città, ci fossero stati altri aspetti della vita della capitale che avrebbero volentieri “appaltato” agli stranieri residenti, appunto, a Parigi. Chiaro allora che, potendo scegliere su più o meno tutte le nazionalità del mondo, tante quante sono rappresentate a Parigi, dalla redazione abbiano pensato bene di indicare per ciascuna nazionalità la propria – diciamo così – specifica mansione.

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Spritz, simbolo dell’aperitivo all’italina, è l’attività che i parigini ci “appalterebbero” volentieri.

Così, a metà tra il luogo comune e quel pizzico di supponenza che il più delle volte fa da sfondo alla relazione tra un parigino e un cittadino del resto dell’Universo, ecco la lista semiseria delle cose che gli stranieri residenti nella capitale francese potrebbero fare al posto dei “locals” per rendere la Ville Lumiére un posto migliore. Agli svizzeri, per dire, voi cosa affidereste se non la puntualità. E così hanno fatto pure dalla redazione di TO: mica scemi. Va bene, la puntualità sarebbe assicurata, d’accordo. Ma la sicurezza? Che domande: agli americani. Abituati a proteggere la più grande potenza economica e politica del Pianeta, cosa volete che sia per loro garantire la sicurezza in una città di “appena” due milioni e mezzo di abitanti.

Poi c’è un’altra cosa che i francesi appalterebbero volentieri a residenti stranieri e turisti, si tratta di qualcosa che a Parigi è sport nazionale ma che, a quanto pare, non va forte solo nella capitale francese. E infatti, per “lagnarsi contro l’esorbitante costo della vita” i parigini avrebbero pensato adatto ai “vicini” inglesi, da sempre popolazione tra le più “lamentose” della storia dell’umanità. Chi meglio di loro, allora.

Finita? Ma neanche per sogno. E alla raccolta differenziata, chi ci pensa? Facile: i tedeschi. Tra i migliori ricicloni al mondo, i teutonici dovrebbero farsi carico, sempre secondo i tipi di TimeOut Paris, di questa seccatura che proprio non riesce ad entrare nelle abitudini dei parigini, malgrado la sensibilità ambientale degli ex sudditi del Re Sole non sia mai stata messa in discussione. Va bene, e agli italiani? A loro non gli facciamo fare niente? Come no: gli Spritz. Proprio così. Tra l’elenco delle cose che i parigini vorrebbero che i francesi facessero al posto loro c’è pure lo Spritz. E chi dovrebbe farglielo, se non chi se l’è inventato?

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