L’aeroporto di Orly a Parigi diventa il più grande “contenitore di storie” al mondo

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Il disegno simbolo dell’iniziativa #welcomestories che ha avuto un seguito enorme.

Che cos’è in fondo un aeroporto, se non il più incredibile, gigante, suggestivo e romantico contenitore di storie? A porsi la retorica domanda sono stati, mesi fa, i tipi dell’agenzia di comunicazione W, che per Aeroporti di Parigi, società francese che controlla e gestisce il traffico da e per i due principali scali aeroportuali parigini di Charles de Gaulle e Orly, ha ideato e realizzato una grande operazione d’immagine chiamata #welcomestories su misura proprio per il secondo aeroporto della Ville Lumière.

Partendo infatti proprio dall’assunto per cui ogni aeroporto, con le sue partenze e i suoi arrivi, con i suoi “torno presto” e i suoi “addio”, con i suoi abiti firmati e con le sneakers, con i trolley plastificati, gli zaini in spalle, i rossetti sbavati e i regali dell’ultimo minuto, rappresenta per definizione un patrimonio di esperienze umane degne di essere vissute, ha chiesto ai passeggeri del più piccolo degli scali parigini di raccontare la propria storia, la propria esperienza, legata appunto all’aeroporto di Parigi – Orly.

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L’artista Jean-Charles de Castelbajac al lavoro nel suo studio per trasformare in disegni le storie dei passeggeri.

Dal lancio dell’iniziativa sono stati molti quelli che hanno inviato il proprio breve racconto, così per la società di comunicazione è stato un gioco da ragazzi raccogliere tutte queste storie, selezionarle, ed affidare le migliori tra loro nelle mani dello stilista e disegnatore parigino Jean-Charles de Castelbajac. Il risultato è un’opera d’arte. Anzi, tante opere d’arte, che insieme ne compongono una sola. Immensa.

Da una manciata di giorni, infatti, la faccia Sud dell’Aeroporto d’Orly ha le sembianze di un enorme murales disegnato a mano e molto pittoresco, su cui sono raffigurate, appunto, le più importanti storie raccontate dagli stessi viaggiatori dello scalo parigino e “trasformate” ad arte – è proprio il caso di dirlo – dal talentoso stilista parigino de Castelbajac.

Un immenso affresco di 3000m2 (tremilametriquadri!!) che dallo scorso 23 novembre e per un anno e mezzo ornerà l’immensa facciata del trafficato aeroporto a sud di Parigi. Ricordando così a ogni passeggero in partenza, così come ad ogni arrivo in terra parigina, che la differenza tra un aeroporto e un hangar qualsiasi, in fondo, è solo l’immenso patrimonio d’esperienza – quindi di vita – che il primo dei due si porta dietro. In altre parole, quella differenza, siamo noi.

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