La Parigi dei Caffè Letterari: quel tour che ci fa sentire tutti un po’ scrittori

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Les Deux Magots, una vera istituzione tra i caffè letterari parigi. Ancora oggi simbolo del premio letterario che porta il suo nome.

Dimenticate pure subito Les deux Magots, o il Cafè de Flore, i due più prestigiosi café licteraires (caffè letterari) della Parigi bourgeois. Se cercate i luoghi veramente “sacri” ai rappresentanti della cultura internazionale che hanno fatto di Parigi il luogo di maggiore interesse culturale del secolo scorso, è altrove che dovete guardare. Filosofi, pittori, scrittori, pensatori, musicisti e artisti di vario genere spesso amavano infatti rifugiarsi in locali molto meno borghesi dei due che vi abbiamo appena menzionato, e che si trovano proprio nel cuore del quartiere più esclusivo della capitale francese, ovvero Saint Germain des Près, luogo simbolo del VI arrondissement.

Andavano altrove perché altrove c’era la vita che piaceva a loro, quella lontana dalla monotonia dei salotti buoni e dei caffè letterari appunto, quella ruvida da raccontare nei loro scritti, quella fatta di amore e odio viscerali, di lacrime e sangue: in una parola, la vita vera.

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Il Café du Rat Mort, uno dei pià antichi caffè letterari di Parigi. In questo caso siamo a Pigalle.

Che poi è la stessa vita che si respirava per le vie e le strade, fino anche dai balconi e dalle terrazze dei café che riempivano questi quartieri popolari di Parigi. Ecco, ci siamo: le terrazze dei café. Quello che vi proponiamo oggi è infatti un piccolo tour delle terrazze che hanno fatto la storia della letteratura internazionale del ‘900. Un tour da inserire magari all’interno di una delle visite guidate formulate per voi dai nostri accompagnatori italiani.

Un viaggio nei caffè letterari che hanno ispirato scrittori come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, ma anche cantanti come Edith Piaf, e autentici monumenti della letteratura di tutti i tempi come Maupassant, Emile Zola, o i Dumas, padre e figlio.

Prima tappa il Café du Rat Mort (letteralmente: del topo morto). Un nome buffo che prende forse origine dall’odore non proprio appetibile che si respirava nella zona, tutt’altro che borghese, che è Pigalle. Ma è lì, in questo posto dal fascino sinistro e dall’odore che immaginiamo nauseabondo, nello stesso tavolino di Café du Rat Mort, uno dei più antichi caffè letterari delle capitale francese, che si riunivano per comporre i loro versi sublimi artisti del calibro di Baudelaire e Rimbaud. Poeti dall’animo sensibile, affascinati dalla vita semplice di quella zona.

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Una immagine d’epoca del Café Riche, caffè letterario e vera vetrina per gli acculturati parigini.

Immancabile è poi una visita al Café Riche. Per capire che oltre al genio, agli artisti del XIX secolo non mancavano neanche buon gusto e passione per la buona cucina, è lì che bisogna recarsi. Questo bar, uno dei più prestigiosi caffè letterari della Ville Lumière, ha visto comporre e nascere le più belle opere dei più grandi di tutti i tempo: da Maupassant a Zola, da Doré ai due Dumas. Luogo di grande ispirazione, il Café Riche,  ma anche “vetrina” per molti di loro.

Terza ed ultima tappa di questo nostro mini-tour (la cui versione estesa, ed inserita in una visita più ampia della città, può essere richiesta qui) è quella al famoso Dingo Bar (foto in apertura del post). E’ qui che, per la prima volta, si stringono la mano e fanno amicizia due mostri sacri della letteratura di tutti i tempi come Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway. E proprio quest’ultimo, nel suo celeberrimo libro “Parigi è una festa”, parla proprio di questo incontro e del posto in cui è avvenuto. Vale a dire in un certo caffè letterario conosciuto col nome di Dingo Bar.

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